Le prove di forza

Avete mai provato a fare un giro virtuale, magari una volta a settimana, nell’albo pretorio di Chiaramonte Gulfi? E’ un’esperienza che almeno una volta nella vita va fatta, anche se potrebbe risultare indigesta per molti utenti.

Alla voce “delibere”, ci si rende conto di un dato di fatto: lo sperpero senza fine di risorse pubbliche che il comune di Chiaramonte Gulfi mette in atto con singolare determinazione.

Fra le tante voci presenti, scopriamo che il Comune di Chiaramonte investe 1500 euro per due incontri con una neo laureata che dovrà parlare ai bambini della scuola della tradizione della Madonna di Gulfi: praticamente, 750 euro a lezione, un compenso che forse neanche Vittorio Sgarbi prende per i suoi incontri.

Abbiamo anche investito 1000 euro per la stampa del calendario “Arte Sacra” e 1054,73 euro come quota annuale per essere associati a “Città dell’olio”. E queste sono quelle più recenti, ma se si va a ritroso si scoprono perle di rara bellezza almeno tanto quanto queste: mille euro a questo, altre mille all’altro… e così via.

Ma la delibera che certamente fa rizzare i capelli è quella relativa alla stima del budget per la realizzazione della Monti Iblei: 80 mila euro (stima budget, quindi potrebbe essere solo una cifra indicativa e nulla vieta che potrebbe aumentare) per permettere la realizzazione della manifestazione.

Ad occuparsene, quest’anno, un nuovo team: la Promoter Kinisia e non più il team Palikè, ormai nel dimenticatoio. Ad affiancare la Kinisia, la sempre presente associazione dei Cinquecentisti Chiaramontani. Data ultima per l’iscrizione, il 12 aprile 2021. Si stima che la gara possa essere percorsa il 18 aprile.

E niente, già fa ridere così.

Se non fosse per tutti quei denari che ovviamente pagheremo noi in quanto collettività.
Intendiamoci: niente da dire sulla gara monti iblei o su chi la segue e ama l’automobilismo. Ci sono manifestazioni che possono piacere a un certo pubblico e ad altre no, ma non è questo il punto. Decidere di programmare un evento adesso, in questo periodo così particolare e difficile per tutti noi, è uno schiaffo. E’ un atto di forza che non può essere giustificato in nessun modo, anche perché di questa gara, chi ne avrà diletto? Una trentina di persone? Che senso ha spendere 80 mila euro (se va tutto bene) per una manifestazione che nessuno vedrà? Ah si, certo, sarà mandata sui social, come se fosse la stessa cosa, o come se la monti iblei, con tutto il rispetto, fosse il Gran Premio di Monza.

Le motivazioni per cui questa gara sia stata messa in programmazione non sono coerenti neanche sul piano razionale. Mi dicono che era per non perdere la titolarità, come se un titolo potesse giustificare un tale gesto.
La monti iblei il 18 aprile è un’offesa a tutti noi: a tutti noi che cerchiamo di limitare al minimo le nostre uscite, a tutti coloro che stanno avendo serie difficoltà perché un giorno si e l’altro pure sono costretti a chiudere a causa di normative del governo sempre più contraddittorie e insensate. E’ un’offesa perché lo sperpero di denaro pubblico, sempre criticabile, è ancora più criticabile in un periodo in cui bisognerebbe centellinare le spese e ridurle al minimo perché non sappiamo quali tempi ci aspettano. E invece, come sempre, il Comune di Chiaramonte ha adottato la politica del panem et circenses: evidentemente, pensa di poterselo permettere e come ho già avuto modo di scrivere altre volte, è anche colpa nostra.

Questa è una prova di forza, nient’altro. E’ la prova di forza di un uomo che non comprende il periodo storico in cui viviamo e continua a scialacquare risorse come se Chiaramonte fosse il suo personale feudo.
E’ una prova di forza e come tutte le prove di forza, non ha senso: abbiamo capito che ci tiene a far comprendere che lui, il sindaco di Chiaramonte, se vuole fare una cosa la fa, ma a quale prezzo?
Questo è solo l’ennesimo atto sconsiderato, fatto soltanto per dimostrare il nulla, ad un prezzo pagato da tutti noi.

Irene Savasta

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