E’ colpa nostra

E’ complicato dare un giudizio su ciò che è successo durante le ultime sedute del consiglio comunale di Chiaramonte. E’ difficile restare seri, persino arrabbiarsi. Sicuramente, ci si indigna.
Ci sono voluti molti giorni per metabolizzare ciò che è capitato in queste ultime sedute e anche una certa pazienza per riuscire ad ascoltare ore e ore di registrazione dove si assiste al continuo degrado a cui il maggiore organo della città è sottoposto. Si, degrado. Perché è indegno ascoltare i continui insulti e le bassezze a cui vengono sottoposti i consiglieri e il fatto che questi ultimi non rispondono mai e non prendono provvedimenti. Nella maggior parte dei casi si assiste a discussioni inutili ed infinite. Abbiamo visto impiegati “tecnici” dare valutazioni politiche come fossero caramelle ed elargire consigli non richiesti. Abbiamo visto una opposizione votare un bilancio emendandolo con pareri non positivi dagli uffici. Abbiamo visto un sindaco offendere i consiglieri con battute non commentabili e un presidente del consiglio al limite della sopportazione. Perché va bene essere alla prima esperienza ed anche schierati politicamente, ma adesso si sfiora il macchiettistico.

Questa mia opinione, tengo a precisare, ovviamente è legata solo ed esclusivamente al ruolo che tutti gli attuali consiglieri e amministratori hanno a Chiaramonte e non ha nulla a che vedere con le persone in sé. Lo preciso, perché più volte mi è capitato di sapere o di sentire dire che io avrei dell’astio nei confronti di qualcuno. Voglio precisare che il mio giudizio e la mia opinione solo esclusivamente basati su quello che vedo e percepisco dalle sedute del consiglio e da come tutti gestiscono il loro ruolo. Sono persone che al momento hanno un ruolo pubblico e come tali, sottoposti al giudizio della gente.

Fatta questa dovuta precisazione, voglio partire dal discorso legato al bilancio. E’ noto che è stato un iter molto travagliato. Alla fine, è stato votato dai consiglieri di opposizione con una serie di emendamenti volti a togliere una grossa cifra da alcuni capitoli per metterli in fondo creato ad hoc a cui l’amministrazione può attingere chiedendo prima al consiglio comunale.
La ratio che sta dietro questa scelta, così come è stata motivata dai consiglieri, è questa: il sindaco e l’amministrazione hanno sperperato una serie di risorse economiche in questi anni tale per cui è necessario mettere un freno creando un fondo per togliere questa possibilità.
Questa tesi può anche avere una sua validità: ci sono molte cose che a Chiaramonte gridano vendetta, in primis, la costituzione e il mantenimento dell’inutile teatro Sciascia. E voglio sottolineare, inutile.
La costituzione del teatro ha impedito alla città di Chiaramonte di avere una sala congressi dove riunirsi, costringendo le persone a ripiegare in ambienti decisamente più piccoli. Non finirò mai di ripetere che bisogna dire grazie alla chiesa, che ha messo a disposizione di tutti l’auditorium Santa Teresa, fresco di restauro grazie ai fondi dell’8 per mille.

Un teatro di 100 posti circa serve veramente a poco alla comunità. Su chi poi ogni anno va a fare le rappresentazioni, stendiamo un velo pietoso: a parte il periodo natalizio in cui si sono esibiti alcuni giovani Chiaramontani, per il resto è sempre stato appannaggio di un cittadino onorario e di una associazione ragusana sui cui meriti artistici non mi esprimo, anche se francamente non capisco perché ogni spettacolo a Chiaramonte deve passare da queste persone. Li abbiamo adottati? Chiedo per un amico.
Senza contare che quei soldi erano i fondi di Terna che erano destinati quantomeno a migliorare l’area di contrada Dicchiara e potevano essere spesi per qualcosa di veramente utile per la città. Così come è stato concepito, lo ripeto, è inutile il teatro Sciascia di Chiaramonte.
Ma lo spreco non è arrivato solo dal teatro Sciascia. Andando a memoria, si contano estati chiaramontane costate un occhio della testa, luminarie natalizie che non si è goduto nessuno per via del coprifuoco costate quasi quanto quelle di Ragusa. E si è riusciti pure a metterle male visto che sono state giustamente tolte dalla zona del monumento ai caduti, trattato alla stregua di un albero di Natale, con dei pacchiani regalo luminescenti messi sotto i nomi dei caduti in guerra. Quando si dice il buon gusto. Bene hanno fatto le associazioni che si sono sollevate e hanno interpellato gli organi competenti chiedendo che si togliessero almeno da sotto il monumento.

Ma l’elenco sarebbe davvero troppo lungo. Tralasciamo incarichi e progetti sulla cui utilità veramente ci sarebbe da discutere per quattro giorni. Quindi, pur comprendendo la ragione che sta dietro a questa scelta, ho seri dubbi circa il fatto che questo bilancio così emendato, con un capitolo creato ad hoc senza che sia previsto dal regolamento, possa essere un atto accettabile. Senza contare che vi era una strada sicuramente più percorribile e sicura al cento per cento: spostare le somme da alcuni capitoli per impinguarne altri. La strada intrapresa dalle opposizioni mi sembra molto rischiosa: perché tutto dipenderà dalla decisione di un altro ente, il Tar. Politicamente, ci sembra una mossa azzardata, visto che era possibile percorrere un’altra via, più semplice e sicura. Si dirà: “in quel modo i soldi non verrebbero tolti all’amministrazione, ma semplicemente spostati”. Un’obiezione discutibile, in quanto i bilanci si redigono con le regole che si hanno a disposizione e al di la del giudizio negativo, il ruolo di un’amministrazione è comunque quello di amministrare. Se il Tar darà ragione all’opposizione, vorrà dire che decanterò queste gesta. Ma se darà loro torto? Probabilmente si dovrà ricominciare tutto da capo e, a mio modesto avviso, non è un atto che può essere giustificabile agli occhi della gente, almeno politicamente. Aver giocato il tutto per tutto, come in questo caso, mi sembra quasi una partita d’azzardo. Ma non posso pronunciarmi oltre, in quanto siamo in un terreno sconosciuto, in qualcosa che non era mai stato fatto prima a Chiaramonte, quindi il mio giudizio per il momento resta sospeso, pur con qualche riserva.

Tra l’altro, il sindaco ci ha fatto sapere durante l’ultima seduta, quella del 31 dicembre, di aver fatto ricorso al Tar. E questo, per carità, è nelle sue prerogative. Ma quando il consigliere Cutello ha chiesto, direi giustamente, da dove provenisse quella missiva che ha letto durante la seduta, il sindaco risponde: “to nanna”. Ma che significa questa risposta? E’ degna di un sindaco che risponde a un consigliere, trattandolo coi piedi? Chiedo sempre per un amico.
Ciò che ha stupito non è tanto la battuta del sindaco, che ci ha abituati a cose del genere (dalle coppie di fatto alle respirazioni bocca a bocca su cui veramente ci sarebbe molto da dire), ma la reazione dei consiglieri. Cutello ha dimostrato una certa resistenza a queste cose, ma non dovrebbe permettere che simili bassezze vengano profferite in consiglio comunale. Mai. Così come non dovrebbe permetterlo nessuno. E men che meno il presidente del consiglio, la quale glissa allegramente su tutte le battute insopportabili del sindaco e sulle offese che fa puntualmente ai consiglieri. Nel frattempo, però, constatiamo che sta diventando sempre più abile a sviare i discorsi, rimproverando Cutello sulla mascherina o se deve stare in piedi o seduto e facendo perdere il filo del discorso e tempo a tutti su inutili questioni di lana caprina. Ma possibile che nessuno riesca a dirle niente su questo comportamento di dubbio gusto?

E a proposito di segnalazioni. E’ stata fatta, giustamente, segnalazione agli Enti Locali sulla ragioniera. E in effetti, sarebbe dovuta stare in pensione, così come ha decretato l’ispezione, e non prorogata sine die. Per carità, sarebbe impossibile inficiare gli atti ormai redatti dalla ragioniera, anche se non avrebbe potuto firmarli, non ci illudiamo certo di questo. Ma certamente, il dato politico resta. E allora, perché non riesce a mettere un freno ai comportamenti del presidente, che di certo tutto fa, tranne garantire l’imparzialità del consiglio? Perché i consiglieri di opposizione si lasciano offendere in questa maniera? Perché nessuno di loro si alza e se ne va almeno per ottenere delle scuse ufficiali? Un comportamento da parte del presidente e anche delle opposizioni, che veramente non riusciamo a comprendere. Tra l’altro, subito dopo la fine della seduta, ho saputo che a telecamere spente e a microfoni chiusi, c’è stato un brutto scambio di battute fra la Segretaria Comunale e un paio di consiglieri. Ma anche in questo caso, non avendo assistito al fatto, perchè i consiglieri in questione non denunciano pubblicamente questi fatti, anche tramite social?

E allora è normale, viste queste condizioni generali, fare il paragone con l’ultimo consiglio comunale prima di questo, ovvero quello dell’ex amministrazione Fornaro. L’ex vice sindaco Battaglia non era il migliore dei presidenti del consiglio ma in confronto all’attuale si rimpiange ed è tutto dire. Mai, e vado a memoria, ricordo offese personali fra lui e Vito Fornaro e mai fra Vito Fornaro e altri consiglieri. C’erano degli scontri, anche molto duri, ma sempre nel rispetto reciproco della propria persona.

Mai ricordo bassezze da parte dell’ex sindaco Fornaro nei confronti dei consiglieri. Non era un consiglio di sostanza, ma almeno c’era rispetto umano. Adesso, invece, si è perso il senso del limite. Non ci sono più freni e la cosa peggiore è che sembra non importare a nessuno, nemmeno ai consiglieri interessati: “tanto lui è fatto così”, dicono del sindaco, e lo trattano come uno da compatire. Ma si scherza? Lui, che tra l’altro è un ospite in consiglio, dovrebbe garantire almeno per l’età che ha, un certo decoro. Allora, a questo punto, è anche colpa di noi chiaramontani, tutti, oltre che dei consiglieri comunali. Se nessuno si indigna più per ciò che succede dentro l’aula che ci rappresenta, sia per i comportamenti dell’amministrazione che per quelli dell’opposizione (anche per gli atti mancati), vuol dire che ci meritiamo quello che abbiamo. La colpa di ciò che succede o non succede lì dentro, è anche nostra.

Irene Savasta

2 pensieri su “E’ colpa nostra

  1. E’ normale nella vita politica che ci siano delle diverse opinioni e persino contrasti accesi nei consigli comunali.
    Conosco da tempo la situazione politica del comune e ritenevo questi contrasti una normale dialettica, ma sentire quello che succede nei consigli comunali esula dalla normale vita politica e giungere alle offese volgari, non e’ roba che si puo’ accettare nel modo piu’ assoluto.
    Occorre ripristinare la legalita’, denunciare le cose sbagliate e ricorrere ad un Commissariamento.

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