Le coppie di fatto, il gruppo “Idea Chiara” e le aliquote IMU

Un lunghissimo consiglio comunale si è svolto lunedì sera a Chiaramonte. Se dovessimo riassumerlo in tre parole, la sintesi sarebbe la seguente: bilancio da rifare. Nel dettaglio, c’è da sottolineare la nascita del nuovo gruppo politico costituito dai consiglieri Elvira Ballato e Vito Pavone, gli ultimi fuoriusciti dalla maggioranza consiliare e che fanno capo all’ex assessore e vice sindaco Paolo Battaglia. Diventa il nuovo capogruppo di maggioranza (in realtà ormai minoranza, quindi piuttosto dovremmo dire gruppo fedele al sindaco), Sebastiano Puccio. Per il resto, un consiglio piuttosto noioso da guardare, ma certamente interessante dal punto di vista politico. Le battute fra il sindaco e le opposizioni, in particolare fra lui e la Ballato e fra lui e Cutello, ormai le abbiamo sentite e si sprecano.

Interessante l’intervento dell’assessore Cristina Terlato, un concentrato di dichiarazioni che non rispondono a nessuna domanda. Si è presentato ufficialmente alla città anche il nuovo assessore Gianvito Messina che, ci spiega, segue Gurrieri da vent’anni. Avendone lui 28, ha iniziato a essere fedele a Gurrieri all’età di 8 anni. Forse è un record.

Il consiglio si apre con una questione irrisolta: la fuoriuscita di Ballato e Vito Pavone dal gruppo di maggioranza. Per la prima volta in consiglio, abbiamo ascoltato la voce di Vito Pavone che, visibilmente emozionato, ha annunciato la nascita di un nuovo gruppo politico, “Idea chiara”, costituito in consiglio da lui e da Elvira Ballato. Ci ha fatto piacere averlo potuto ascoltare e toglierlo dall’elenco delle “voci non udibili”. Ci aspettiamo che anche lui, così come già era successo a Giancarlo Gurrieri dopo la fuoriuscita dalla maggioranza, recuperi la parola perché il consiglio, al di la di ciò che si possa pensare, ha bisogno di nuove voci. Successivamente abbiamo assistito ad una serie di botta e risposta sul concetto di trasparenza fra Ballato, Puccio e il sindaco che vi risparmiamo: è una questione non risolta fra gurrieriani ed ex gurrieriani che si trascina da tre sedute.

Prima che i lavori iniziassero, si è presentato alla città il nuovo assessore Gianvito Messina. Per la verità, come era già stato fatto notare al sindaco più volte, avrebbe dovuto essere presentato al consiglio già ad agosto, quando vennero cacciati gli ex assessori. Messina ha dichiarato: “Tutti sanno che la mia idea è sempre stata coerente con quella dell’on. Gurrieri da vent’anni a questa parte e io ne ho 28”. Non vogliamo entrare nel merito dell’infanzia dell’assessore ma ci fa sorridere che un bambino di otto anni avesse come hobby la politica. Il consigliere Cutello a proposito della nuova nomina, sottolinea come manchi ancora sostanzialmente l’assessore al bilancio (Messina, infatti, ha le deleghe di Veronica Sammatrice), e ricorda a tutti che l’ormai celeberrimo documento che sconfessò un certo modo di agire del sindaco, venne firmato dai due assessori defenestrati e dall’assessore Terlato, che mai in effetti ha smentito quella lettera. Terlato, chiamata in causa, ha dichiarato in aula: “La politica fa delle scelte. Ho deciso di fare le mie scelte. Mi piace Chiaramonte e questo ruolo. Sono assessore e rimarrò assessore”.

Ancora ci stiamo chiedendo quali siano le risposte che l’assessore voleva dare con queste parole. E’ rimasta assessore, certo. Ma non è un ruolo che conserverà a vita e nemmeno può tramandare di generazione in generazione.
Interviene poi il sindaco, il quale dà della “pulcino bagnato” a Elvira Ballato e del “bugiardo perché ce l’ha nel DNA” a Mario Cutello. Più avanti da addirittura della “coppia di fatto” a Elvira Ballato e a Mario Cutello ma la Ballato gli risponde per le rime: “E’ lei che fa coppia di fatto con chiunque pur di tenersi qualcuno”. Registriamo anche la difesa d’ufficio del Presidente del consiglio, Puglisi, ma non per la Ballato, offesa per prima, ma per il sindaco. Non si sa perché.

Da un punto di vista strettamente politico, è stato interessante il punto riguardante le aliquote IMU e Tasi. La Tasi non esiste più, ma l’aliquota si. Attualmente, Chiaramonte ha l’aliquota IMU al 4 per mille. Nel bilancio era previsto mantenere le aliquote dello scorso anno, ma secondo le opposizioni a questo 4 per mille si sarebbe aggiunto anche l’uno per mille della ormai scomparsa Tasi. Ciò avrebbe provocato un aumento dell’aliquota IMU al 5 per mille. Per questo, le opposizioni non hanno approvato il punto e in questo modo, sostengono in consiglio, hanno evitato che si aumentasse l’aliquota IMU dell’uno per mille e quindi le tasse. Non approvando le aliquote, però, era necessario ritirate il DUP (documento unico di programmazione) e il bilancio di previsione (per via di un ipotetico “squilibrio” tecnico) che così è stato rimandato al mittente, cioè agli uffici competenti, che dovranno tenere conto di questa novità.

Irene Savasta

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