Le mascherine distribuite a Chiaramonte, con gli allegati indesiderati

Le mascherine distribuite a Chiaramonte, con gli allegati indesiderati

Maggio 7, 2020 0 Di Irene Savasta

La cosa ha dell’incredibile. E si rimane stupefatti di fronte a certe idee. Viene da chiedersi: ma a chi è venuta in mente una cosa simile? Noi ne prendiamo atto e non possiamo fare altro. La notizia è stata riportata in un post su facebook dal PD di Chiaramonte Gulfi e poi è stata ripresa anche da Spazio Chiaramonte: è iniziata la distribuzione delle mascherine a Chiaramonte Gulfi. Le mascherine in questione sono quelle arrivate dalla Regione siciliana che (bisogna ammetterlo), con una certa fatica e un consistente ritardo, sta effettuando la distribuzione dei presidi soltanto ora per i comuni sotto i 50 mila abitanti. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire.

A Chiaramonte, la distribuzione è iniziata da un paio di giorni.  Ma alcuni utenti hanno trovato davvero strana la modalità di distribuzione. Innanzitutto, molte buste sono state lasciate direttamente nella cassetta delle lettere. All’interno, oltre alle suddette buste, le mascherine e un paio di allegati davvero strani: due fogli propagandistici. Il primo, un “comunicato” del sindaco Gurrieri in cui spiega cosa sta facendo per l’emergenza Covid. Il secondo, una fotocopia di un articolo di Repubblica dove si denunciano i ritardi dell’Ars nell’approvazione della finanziaria. Una curiosa compagnia, visto che, seppur in ritardo, le mascherine arrivano dalla Regione, dopotutto: come a dire, da un lato la si critica e dall’altra si prende il “regalo”. Ci chiediamo se tutto ciò sia innanzitutto corretto da un punto di vista igienico. E’ il sindaco la massima autorità sanitaria in città. Che sia lui, dunque, a garantirci che le mascherine sono igieniche e che possono essere indossate tranquillamente.

 

In secondo luogo ci chiediamo se sia eticamente corretto inserire in una busta, oltre alle mascherine che sono necessarie in questo periodo, anche due allegati decisamente propagandistici. Se l’amministrazione vuole parlare di quanto è brava, nessuno glielo vieta: ma può farlo tramite altri canali, sia istituzionali che non.

Tra l’altro, spesso e volentieri, abbiamo visto rappresentanti di questa amministrazione, dal sindaco ai suoi assessori passando anche per alcuni consiglieri di maggioranza, sbandierare la cosiddetta “questione etica”. Rappresentanti delle opposizioni sono stati tacciati di “sciacallaggio” solo per aver osato chiedere qualche interessamento in più al Comune per alcune categorie professionali che al momento soffrono particolarmente l’emergenza covid. Allora, a questo punto, la questione etica è lecita che ce la poniamo anche noi.

Va bene che tutti vogliono portare acqua al proprio mulino e che ogni lasciata è persa, ma a volte forse non ci si rende conto che si esagera e forse non si tiene bene a mente che siamo in una fase di grave, gravissima emergenza sanitaria e nulla risulta irritante quanto la passerella politica, a prescindere da chi la faccia.

 

 

 

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