Che fine ha fatto la raccolta firme per la diretta streaming del Consiglio di Chiaramonte?

Che fine ha fatto la raccolta firme per la diretta streaming del Consiglio di Chiaramonte?

Gennaio 24, 2020 0 Di Irene Savasta

Che fine ha fatto la diretta streaming del consiglio comunale? Ce lo chiediamo un po’ tutti ma in particolare se lo chiede Salvatore Schembari che ha presentato un’istanza al Sindaco nel mese di ottobre del 2019 e fino ad oggi non ha avuto nessuna risposta. Salvatore Schembari, privato cittadino, ha raccolto per l’esattezza 105 firme: successivamente, le ha protocollate e presentate al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale affinchè venga di nuovo messo in atto il regolamento già esistente per avviare la diretta streaming dei consigli comunali: “Ad oggi io non ho avuto nessuna risposta, né in senso positivo, né in senso negativo.

Con questa istanza, presentata ad ottobre, noi sollecitiamo il Presidente del consiglio affinchè prenda di nuovo in considerazione un regolamento già esistente e avviare così un servizio utile a tutta la cittadinanza. Ricordo, per inciso, che non rispettare il regolamento potrebbe essere causa di sfiducia del presidente, se i 2/5 dei consiglieri presentano mozione di sfiducia e la votano in 8. A mio avviso, all’interno della maggioranza vi sono persone che potrebbero svolgere quella mansione in modo egregio, dato che l’attuale presidente, da me sollecitata, mi ha risposto di non aver avuto ancora il tempo di visionare l’istanza. Francamente a me questa sembra una scusa, visto che è stata presentata a ottobre”.

Ricordiamo brevemente l’iter di questa famosa diretta streaming che in realtà era esistente a Chiaramonte. Era il lontano 2014, all’epoca vi era l’amministrazione Fornaro. I Cinque Stelle di Chiaramonte, oggi praticamente estinti, presentarono una proposta all’allora presidente del consiglio Paolo Battaglia, oggi vice sindaco. Passò solo qualche mese e in breve venne approvato un regolamento per la diretta e le sedute, da quel momento, divennero regolari.

Un bel servizio che veniva dato a chi si trova fuori Chiaramonte per motivi diversi o per chi è impossibilitato, magari per motivi d’orario, a recarsi in Comune il giorno del consiglio.
Sembrano tempi remoti, quasi medioevali. Sta di fatto che sarebbe stato quantomeno una dimostrazione di considerazione il fatto di rispondere (con un si o con un no, poco importa), a un privato cittadino che si è adoperato a raccogliere 105 firme. Ma a questo punto, riteniamo sarebbe utile un corso di buone maniere.

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