Arrivederci pneumatici

Arrivederci pneumatici

Novembre 12, 2019 0 Di Irene Savasta

Quando una persona decide di scrivere qualcosa su un determinato argomento, certamente fa delle valutazioni circa le possibili critiche che possono arrivare. Le critiche sono messe in conto, sono normali, fanno parte del mestiere. E le accenti anche, se sono giustificate.

La maggior parte delle volte, spiace dirlo, nel marasma rappresentato soprattutto dai social, le critiche che arrivano non sono dettate né dalla logica, né dall’antipatia e nemmeno dall’odio, come si potrebbe pensare. Sono dettate da quello che io chiamo “il partito preso”. A Chiaramonte, potremmo anche studiare seriamente la fenomenologia della negazione. Negare. Negare anche di fronte all’evidenza. Negare e continuare a dire che sono gli altri ad essere sbagliati perché “non capiscono”, perché “questa cosa è così e basta”. Perché poi? Perché lo decide ad un certo punto un tizio qualunque.

Allora, visto che moltissimi continuano a parlare solo per aprire bocca e far prendere aria ai denti, io continuerò a scrivere quello che ritengo giusto, in barba alle critiche e, soprattutto, sbattendomene altamente dell’opinione di qualche incensatore di professione.

E per questo ritengo che sia stata una cosa buona e giusta l’azione compiuta dal signor Giovanni Vivera, ovvero quella di fare il giro degli uffici competenti e di segnalare la presenza di pneumatici in disuso da mesi, utilizzati per la sicurezza nella Saluta Monti Iblei e nello Slalom. Lo scorso week end, il signor Vivera ha fatto quello che ogni cittadino avrebbe dovuto fare: segnalare un oggettivo obbrobrio.

E si debbono pur rassegnare quelli che ancora continuano con la storia del terreno privato, visto che gli pneumatici sono stati portati via. E il motivo è semplice: non era corretto che stessero lì per settimane. Perché la tolleranza può starci per qualche giorno, ma non certo per settimane o mesi.

Un giorno, magari, parleremo del perché ci sia stato bisogno di una persona che andasse in un ufficio a dire “levateli”. Erano in un punto di passaggio, sotto gli occhi di tutti e di chiunque. Ed era anche per questo che bisognava toglierli. Chiedere che vengano tolti gli pneumatici, non ha nulla a che fare con l’organizzazione della gara, sulla sua riuscita o con le persone che hanno lavorato alla manifestazione. Nessuno ha giudicato loro o il loro modo di lavorare. Ma da cittadini era anche giusto chiedere all’organizzazione, così come hanno provveduto a metterli per la sicurezza dei piloti, di toglierli una volta finita la manifestazione. E’ stato questo un peccato mortale?

A me non sembra. Se, invece, ogni scusa è buona per offendere, o per lanciare accuse e critiche gratuite e senza logica, allora accomodatevi. Tanto continuerò a scrivere quello che mi pare e piace.

 

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