I pini della discordia: lettera aperta di Sebastiano Ventura

I pini della discordia: lettera aperta di Sebastiano Ventura

Aprile 20, 2019 0 Di Irene Savasta

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la lettera aperta inviataci da Sebastiano Ventura circa la vicenda del taglio dei pini della rotonda di Chiaramonte Gulfi:

“Sulla vicenda dello scempio dei pini della rotonda, dopo avere acquisito ed esaminato la documentazione tecnica, rispondendo alle numerose sollecitazioni di diversi miei concittadini, mi corre l’obbligo di esprimere pubblicamente le mie opinioni che, tengo a precisare, vogliono avere valenza strettamente professionale rifuggendo da ogni polemica politica a cui non sono minimamente interessato.
Per chi mi legge solo per sapere da che parte sto, chiarisco subito di essere dalla parte dei poveri pini abbattuti vittime dei luoghi comuni secondo cui “i pini cadono perché hanno le radici superficiali e pertanto sono pericolosi”.
Posso rassicurare tutti, ma proprio tutti, che questo non è vero, infatti il pino è una delle specie presenti nel nostro paese con le radici potenzialmente più profonde! La superficialità, semmai, sta in chi richiede valutazioni di rischi della copertura vegetale veloci e sintetiche e quindi per niente precise, valide e professionali.
Come professionista conoscitore dei meccanismi che portano al sollevamento delle radici, dei metodi per evitarlo, delle analisi diagnostiche strumentali (come ad esempio dendrodensimetri o tomografi) necessarie per valutare la stabilità delle strutture arboree e delle moderne tecniche di intervento di messa in sicurezza degli alberi in ambito urbano, non posso che esprimere tutto il mio rammarico per l’ingiustificata determinazione di abbattere gli alberi che potevano invece essere messi in sicurezza con semplici accorgimenti.

A questo punto preferisco esprimere appieno le mie riflessioni mutuando quelle del collega Dott. Agr. G. Morelli grande esperto nel settore del verde ornamentale.
“Resta tuttavia il problema di come un tema di così grande rilevanza pubblica legato alle tematiche ambientali, all’evoluzione urbanistica delle nostre città ed alla pubblica incolumità, possa essere trattato con tanta leggerezza. […] I pini, come le altre specie arboree, non sono intrinsecamente pericolose ma lo diventano a causa dell’uomo. Non si tratta di una vaga relazione indiretta ma di un principio di causa-effetto cui non è estranea nemmeno una mal interpretata cultura della gestione del rischio in ambito urbano. […] Basta quindi dire che la formula: problema semplice, risposta ancora più semplice, soluzione semplicissima si rivela, appunto, sempre troppo semplice per descrivere la realtà. Purtroppo fa comodo a tutti; fa comodo al pubblico amministratore, che potrà esibire il primato delle radici superficiali rispetto alla sua incuria, fa comodo all’arboricoltore incauto che potrà abbattere e potare a piacimento dietro al paravento della prevenzione, e fa comodo anche al valutatore di stabilità accondiscendente, che non dovrà ricorrere ad eccessivi sforzi diagnostici per compiacere alle aspettative del suo committente. Fa comodo a tutti, a tutti meno che al pino.”
Tanto dovevo ai miei concittadini

Affettuosi Auguri di Buona Pasqua a tutti

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