Oggi è stato il giorno del taglio dei pini della rotonda. Ma non si poteva evitare?

Oggi è stato il giorno del taglio dei pini della rotonda. Ma non si poteva evitare?

Aprile 8, 2019 0 Di Irene Savasta

Sono circa le 10.30 quando il telefono squilla: mi avvisano che alla rotonda si sta procedendo al taglio dei pini. Per me la notizia è abbastanza inattesa, nel senso che avevo sentito dire in giro che c’era questa possibilità, ma in effetti non avevo trovato nessuna carta scritta in albo pretorio circa questa decisione. Vado alla villa e assisto a quello che adesso vi racconterò. Alcuni operai, in un cantiere con due transenne (due transenne di numero), stanno segando i pini che dal 1977 erano lì a ombreggiare e a caratterizzare il paesaggio. Più di 40 anni di onorato servizio. E niente, assistiamo impassibili allo scempio che si consuma sotto i nostri occhi. Siamo circa 10 persone. Posto una foto su facebook, poi faccio un video in diretta. Arrivano quasi tutti i rappresentati delle opposizioni: Mario Cutello, Vito Fornaro, Salvina Ferlito, Gaetano Iacono e Giovanni Vivera. Anzi, Giovanni Vivera era già lì. Stanno tutti li a guardare, impotenti, anche perchè veramente nessuno si aspettava di svegliarsi, stamani, in questo modo. Alcuni hanno raggiunto la rotonda lasciando anche momentaneamente il lavoro.

Ora, voglio precisare una cosa: nessuno dice che riqualificare la rotonda, di per sé, è una cosa brutta. Anzi, ben venga. L’asfalto purtroppo era in pessime condizioni, anche per le radici dei pini (ma non solo) che, come si sa, hanno la tendenza a sopraelevarsi. Sappiamo che il progetto complessivo di tutta l’opera di riqualificazione è di  circa 40 mila euro. Si dovrà rifare la pavimentazione, mettere un cannocchiale per ammirare la piana di Gela e un mosaico a tema “Madonna di Gulfi”. La domanda, però, è un’altra: a che cosa è servito tagliare i pini? Tutto il mondo ormai sa che per sistemare il problema creato dai pini basta usare degli appositi accorgimenti che indirizzano le radici verso il basso e non verso l’alto. Ma mettiamo che fosse una strada non praticabile: non si potevano sradicare e piantumare altrove? Abbiamo un bosco immenso, si poteva procedere ad un’opera di questo tipo. Onestamente, assistere al taglio dei pini quarantennali, dopo aver visto bruciare un bosco e, soprattutto, l’intero paese battersi il petto a decine di manifestazioni pro alberi e pro natura, è stato un messaggio veramente poco civile. Pini che, tra l’altro, erano in perfette condizioni di salute. Ad assistere ai lavori, l’ingegnere. Ho chiesto all’ingegnere (e l’hanno fatto in tanti), cosa si intende piantare al posto dei pini: mi è stato risposto che questo è un segreto. Motivo? Non si sa. A Chiaramonte è tutto un segreto di stato. Allora facciamo congetture, visto che risposte non ce ne sono state date: c’è chi dice ulivi che, notoriamente, sono alberi da città, chi l’arancia amara. Ma sono solo ipotesi.

Ho raccolto le dichiarazioni degli esponenti politici presenti in loco.

Salvina Ferlito, Fratelli D’Italia: “Direi che le parole sono quasi sprecate. Bisogna prendere atto di ciò che è stato fatto. Qual è lo scopo finale, quello di deturpare il paesaggio? Ha dato conferma di voler passare sul cadavere di tutto e tutti pur di prendere decisioni univocamente. E’ riuscito a liberare la città dal ricordo e a togliere ossigeno in due modi: spendendo 40 mila euro ed estirpando gli alberi”.

Giovanni Vivera, rappresentante di Territorio Chiaramonte: “Questa scelta scellerata, per principio non è educativa perchè dal punto di vista tecnico si potevano trovare altre strade. Ai posteri l’ardua sentenza”.

Mario Cutello, capo opposizione in consiglio: “Oggi celebriamo il funerale del nostro bosco. Erano qui da 40 anni. E’ una questione educativa, almeno non andate a far gli eventi in forestale. Si è agito con la stessa leggerezza di sempre. Qui si uccidono gli alberi invece di salvaguardarli”.

Vito Fornaro: “Assistiamo all’ennesimo atto di forza del sindaco che come sempre quando è in difficoltà mostra i muscoli. E’ una vergogna che non si cerchino soluzioni alternative al taglio di alberi che a distanza di 40 anni erano perfettamente contestualizzati e rappresentavano una parte del nostro centro storico. Questa è sicuramente una delle maggiori ferite che si potesse provocare alla città. Ci attiveremo per vedere se tutte le procedure sono state rispettate”.

Gaetano Iacono: “Si è cancellata quella parte che rappresentava la memoria storica di Chiaramonte. E’ stato compiuto un inaudito atto contro uno dei luoghi più belli e suggestivi di Chiaramonte. Si potevano salvare le piante modificando la parte dove crescono le radici per evitare che l’asfalto venisse danneggiato e così si poteva riqualificare l’area e salvare le piante quarantennali”.

Al momento del mio arrivo (intorno alle 11), non c’era nessun rappresentante dell’amministrazione, solo l’ingegnere. Ci è stato detto che poco prima era presente un assessore della giunta Gurrieri ma noi non l’abbiamo trovato sul posto, sicuramente era già andato via. Il sindaco, come di consuetudine, ha rilasciato a facebook le sue dichiarazioni ufficiali: “Sono doverose delle precisazioni per i cittadini in riferimento all’annuncio, attraverso i canali social, circa le “esequie” degli alberi di pino della Rotonda comunale, da parte della Sig.ra Irene Savasta, così come da parte di altre forze di opposizione.
Se, a quanto sopra, poi si somma l’irregolare occupazione dei cantieri da parte di esponenti dell’opposizione, tali precisazioni risultano ancora più necessarie, considerato che la principale motivazione per cui sono stati avviati i lavori in argomento consiste nella tutela della pubblica incolumità, messa a repentaglio dal precario stato vegetativo degli alberi esistenti e dalla grave compromissione del manto stradale limitrofo alla rotonda, determinato proprio delle loro radici (vedi foto).
Quanto sopra è avvalorato dalla perizia tecnica effettuata da un esperto in materia agraria, che certifica il sofferente stato vegetativo dei suddetti alberi che presentano un alto rischio di rottura di rami e/o sradicamento, nonché dall’evidenza dello stato dei luoghi, caratterizzato da un alto rischio di inciampo per tutti coloro i quali fruiscono dello spazio pavimentato, tra cui molti bambini, a causa del dissesto operato dalle radici, così come lamentato sui social da più cittadini dalla Sig.ra Stella Capizzi che lamenta l’infortunio della figlia (si allega il commento), nonché da un alto rischio di caduta per i motocicli che percorrono la corsia stradale limitrofa alla Rotonda.
Peraltro, l’intervento in oggetto rientra nel più ampio programma di manutenzione straordinaria delle arterie stradali più importanti delle rete comunale, già avviato dall’Amministrazione che rappresento, per un importo di € 70.000,00, di cui si è già data notizia e i cui lavori sono in avanzata fase di affidamento, essendo previsto al prossimo 15 aprile il termine per la presentazione delle relative offerte.
La tutela della sicurezza pubblica verrà garantita insieme al miglioramento del decoro urbano attraverso la sostituzione degli alberi preesistenti con delle essenze arboree, capaci di dare all’area una maggiore valenza architettonica senza causare le problematiche vigenti.
In ogni caso, una corretta attività di opposizione politica non può e non deve essere fondata su un processo alle intenzioni, come spesso accade, bensì sul risultato finale dell’attività amministrativa, in quanto, viceversa, si corre il rischio di procurare immotivati allarmi nei cittadini”.

 

 

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