Le critiche ad Alberto Angela: ingrati

Le critiche ad Alberto Angela: ingrati

Aprile 3, 2019 5 Di Irene Savasta

E’ andata in onda ieri sera la puntata dedicata al Val di Noto di “Meraviglie: la penisola dei tesori”, condotta da Alberto Angela. Una puntata che sin dal primo momento sapevamo sarebbe stata dedicata a Parma, alle Grotte di Frasassi e, infine, al Val Di Noto. Guardo ieri sera la puntata per intero, mi immergo nel magico mondo delle meraviglie italiane, arriva il momento del Val Di Noto: ascolto con attenzione, resto contenta e sinceramente emozionata del fatto che un format Rai così prestigioso ci abbia dedicato del tempo e poi vado a dormire. Stamattina, sui social, qualche mancato autore televisivo e qualche altro fenomeno, danno vita a quella che chiamerò la polemica dell’ingratitudine. Sia chiaro: non è che per forza uno deve dire sempre che tutto ciò che si fa qui deve essere per forza bello e buono, ci mancherebbe. Sono stata la prima, e chi mi conosce lo sa, a criticare aspramente progetti, film e documentari che qui vengono girati. Ma resto sinceramente scossa dalla presunzione e dalle motivazioni addotte per criticare la puntata. E’ la classica polemica della critica per forza, la critica per partito preso.

Cercherò di fare una sintesi di tutti i post facebook che ho letto sull’argomento e di parlare delle critiche che maggiormente mi hanno colpita.

La prima cosa che salta all’occhio, è che le critiche ad Alberto Angela nascono perchè avrebbe dedicato poco spazio alla fondazione e alla nascita delle città tardobarocche: niente sulla dominazione araba e sul periodo medievale. Ma, signori, le città tardobarocche, sono famose perchè tardobarocche e in ogni caso credo sia normale che il format sia stato pensato in modo sintetico. Cosa doveva farci, un trattato di storia? Una monografia sul ragusano?

Meraviglie, tra l’altro, è un programma che punta molto sulla fotografia, sull’impatto visivo. E qui veniamo ad un’altra critica, assolutamente incomprensibile: in particolare Modica non sarebbe stata valorizzata a sufficienza perchè il giorno delle riprese c’era brutto tempo e pioveva. E’ colpa di qualcuno se pioveva? La produzione cosa doveva fare? Scombinare tutti i piani che aveva e tornare dopo due, tre settimane, quando faceva comodo al dio sole?

Altra critica: il cioccolato di Modica non è stato sufficientemente valorizzato, in quanto non è stata citata nessuna azienda in particolare e si trattava di un cioccolato “anonimo” . Ma Alberto Angela doveva venire a fare pubblicità a questo o a quell’altro personaggio? Ha parlato, in modo assolutamente esaustivo della storia del cioccolato, citando fra l’altro l’apprezzamento che ne aveva Sciascia, non quello di un pinco pallo qualunque.

Altra critica: ha parlato troppo del barocco e poi ha identificato Vigata con Ragusa. Vigata in realtà è Scicli.

Cito da Wikipedia: “Nella serie televisiva Vigàta non corrisponde invece a una località precisa, ma a più zone della Sicilia sud-orientale, la maggior parte delle quali in provincia di Ragusa. Il commissariato è, infatti, collocato nel municipio di Scicli, mentre l’abitazione di Montalbano è nella contrada Punta Secca, frazione balneare di Santa Croce Camerina e, la mannara, luogo dove il Commissario indaga su alcuni fatti di sangue, è in realtà la Fornace Penna”. Vigata, dunque, nella fiction non è nè Scicli, nè Ragusa, nè Modica: è una città immaginaria che è possibile collocare in tanti posti. Spiace che il format non abbia fatto riprese a Scicli, ma che possiamo farci? Ci sarà stata sicuramente una motivazione che noi magari non conosciamo sempre per quel discorso che non siamo autori televisivi. Sarà per un’altra volta.

Infine, l’intervento di Pippo Baudo, da alcuni definito improprio. Che c’entrava Militello?  Cito sempre da Wikipedia: “Per il grande valore del suo patrimonio monumentale nel 2002 è stata inserita, insieme ad altre sette città tardo barocche del Val di Noto, nella lista dei siti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità”. Militello Val Di Catania fa parte delle città tardobarocche della rete del Val Di Noto e il fatto che ci sia stato l’intervento di Pippo Baudo non è stato improprio. Di certo, nè Pippo Baudo aveva bisogno di Alberto Angela per farsi pubblicità nè viceversa.

Alcuni hanno considerato pochi i 4 mioni e più di spettatori, ma in realtà la puntata si è allineata con quelle precedenti per numero di spettatori.

Spiace leggere sui social queste critiche, critiche che non sono coerenti nemmeno sul piano razionale. Possiamo dire: “Non mi è piaciuta perchè magari avrei posto l’accento su questo o su quell’altro dettaglio”. Questo ci sta. Ma sinceramente non si può osannare, quasi idolatrare qualche ora prima Alberto Angela (che tra l’altro a Repubblica e ad altri giornali aveva speso parole bellissime e lusinghiere sul Val Di Noto e sull’accoglienza da lui ricevuta) e poi gettarlo nell’indifferenziato perchè magari non ha rispettato le aspettative di qualcuno. Per quanto mi riguarda è stata una bella puntata, mancava certamente qualcosa ma si capisce che vi sono esigenze di tempi e televisivi. Quindi, grazie Alberto Angela, hai fatto uno spot pubblicitario gratis e incredibile alla nostra terra e per questo tutti dovremmo esserti sinceramente riconoscenti.

 

 

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