Le critiche ad Alberto Angela: ingrati

E’ andata in onda ieri sera la puntata dedicata al Val di Noto di “Meraviglie: la penisola dei tesori”, condotta da Alberto Angela. Una puntata che sin dal primo momento sapevamo sarebbe stata dedicata a Parma, alle Grotte di Frasassi e, infine, al Val Di Noto. Guardo ieri sera la puntata per intero, mi immergo nel magico mondo delle meraviglie italiane, arriva il momento del Val Di Noto: ascolto con attenzione, resto contenta e sinceramente emozionata del fatto che un format Rai così prestigioso ci abbia dedicato del tempo e poi vado a dormire. Stamattina, sui social, qualche mancato autore televisivo e qualche altro fenomeno, danno vita a quella che chiamerò la polemica dell’ingratitudine. Sia chiaro: non è che per forza uno deve dire sempre che tutto ciò che si fa qui deve essere per forza bello e buono, ci mancherebbe. Sono stata la prima, e chi mi conosce lo sa, a criticare aspramente progetti, film e documentari che qui vengono girati. Ma resto sinceramente scossa dalla presunzione e dalle motivazioni addotte per criticare la puntata. E’ la classica polemica della critica per forza, la critica per partito preso.

Cercherò di fare una sintesi di tutti i post facebook che ho letto sull’argomento e di parlare delle critiche che maggiormente mi hanno colpita.

La prima cosa che salta all’occhio, è che le critiche ad Alberto Angela nascono perchè avrebbe dedicato poco spazio alla fondazione e alla nascita delle città tardobarocche: niente sulla dominazione araba e sul periodo medievale. Ma, signori, le città tardobarocche, sono famose perchè tardobarocche e in ogni caso credo sia normale che il format sia stato pensato in modo sintetico. Cosa doveva farci, un trattato di storia? Una monografia sul ragusano?

Meraviglie, tra l’altro, è un programma che punta molto sulla fotografia, sull’impatto visivo. E qui veniamo ad un’altra critica, assolutamente incomprensibile: in particolare Modica non sarebbe stata valorizzata a sufficienza perchè il giorno delle riprese c’era brutto tempo e pioveva. E’ colpa di qualcuno se pioveva? La produzione cosa doveva fare? Scombinare tutti i piani che aveva e tornare dopo due, tre settimane, quando faceva comodo al dio sole?

Altra critica: il cioccolato di Modica non è stato sufficientemente valorizzato, in quanto non è stata citata nessuna azienda in particolare e si trattava di un cioccolato “anonimo” . Ma Alberto Angela doveva venire a fare pubblicità a questo o a quell’altro personaggio? Ha parlato, in modo assolutamente esaustivo della storia del cioccolato, citando fra l’altro l’apprezzamento che ne aveva Sciascia, non quello di un pinco pallo qualunque.

Altra critica: ha parlato troppo del barocco e poi ha identificato Vigata con Ragusa. Vigata in realtà è Scicli.

Cito da Wikipedia: “Nella serie televisiva Vigàta non corrisponde invece a una località precisa, ma a più zone della Sicilia sud-orientale, la maggior parte delle quali in provincia di Ragusa. Il commissariato è, infatti, collocato nel municipio di Scicli, mentre l’abitazione di Montalbano è nella contrada Punta Secca, frazione balneare di Santa Croce Camerina e, la mannara, luogo dove il Commissario indaga su alcuni fatti di sangue, è in realtà la Fornace Penna”. Vigata, dunque, nella fiction non è nè Scicli, nè Ragusa, nè Modica: è una città immaginaria che è possibile collocare in tanti posti. Spiace che il format non abbia fatto riprese a Scicli, ma che possiamo farci? Ci sarà stata sicuramente una motivazione che noi magari non conosciamo sempre per quel discorso che non siamo autori televisivi. Sarà per un’altra volta.

Infine, l’intervento di Pippo Baudo, da alcuni definito improprio. Che c’entrava Militello?  Cito sempre da Wikipedia: “Per il grande valore del suo patrimonio monumentale nel 2002 è stata inserita, insieme ad altre sette città tardo barocche del Val di Noto, nella lista dei siti dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità”. Militello Val Di Catania fa parte delle città tardobarocche della rete del Val Di Noto e il fatto che ci sia stato l’intervento di Pippo Baudo non è stato improprio. Di certo, nè Pippo Baudo aveva bisogno di Alberto Angela per farsi pubblicità nè viceversa.

Alcuni hanno considerato pochi i 4 mioni e più di spettatori, ma in realtà la puntata si è allineata con quelle precedenti per numero di spettatori.

Spiace leggere sui social queste critiche, critiche che non sono coerenti nemmeno sul piano razionale. Possiamo dire: “Non mi è piaciuta perchè magari avrei posto l’accento su questo o su quell’altro dettaglio”. Questo ci sta. Ma sinceramente non si può osannare, quasi idolatrare qualche ora prima Alberto Angela (che tra l’altro a Repubblica e ad altri giornali aveva speso parole bellissime e lusinghiere sul Val Di Noto e sull’accoglienza da lui ricevuta) e poi gettarlo nell’indifferenziato perchè magari non ha rispettato le aspettative di qualcuno. Per quanto mi riguarda è stata una bella puntata, mancava certamente qualcosa ma si capisce che vi sono esigenze di tempi e televisivi. Quindi, grazie Alberto Angela, hai fatto uno spot pubblicitario gratis e incredibile alla nostra terra e per questo tutti dovremmo esserti sinceramente riconoscenti.

 

 

Irene Savasta

5 pensieri su “Le critiche ad Alberto Angela: ingrati

  1. È dispiaciuto anche a me il poco tempo dedicato alla provincia di Ragusa… Non so se realmente o se solo un’impressione ma sembra che si sia dilungato più sulle grotte di Frasassi che su Ragusa e dintorni. La mia critica va al modo di collegare anzi di non collegare i vari luoghi… Assenza di coesione!!! D’introduzione e presentazione di un nuovo luogo. In questo senso l’intervento di Pippo Baudo è sembrato fuori luogo.

  2. Come ho avuto modo di dire a caldo, rischiando di sembrare una voce fuori dal coro, in un mio post, pochi minuti dopo la conclusione, ho espresso la mia insoddisfazione sulla trasmissione delle “Meraviglie” italiane del 2 aprile con Alberto Angela, che ha visto come argomento “finale” i luoghi del tardo barocco del Val di Noto. Chiarisco meglio il mio pensiero:
    1) Qualche amico/a afferma che essendo limitato il tempo bisognava fare delle scelte. E’ vero, cito solo tre casi relativi agli stessi luoghi che abbiamo visto nella trasmissione.
    A) Erano a Ragusa presso la chiesa di San Giorgio, bastava salire di 20 metri e far vedere anche i bellissimi balconi del Palazzo La Rocca, o scendere di circa 100 metri e far vedere la chiesa di San Giuseppe. Ritengo che poi si sarebbe trovato il tempo facendo vedere anche il Palazzo Cosentini e la chiesa di San Giovanni
    B) A Noto, bastava dare meno spazio alla Cattedrale e aggiungere un minuto circa di trasmissione, dopo qualche metro dai luoghi visti c’erano la Chiesa di San Domenico o quella di San Carlo Borromeo. C) a Modica, si poteva fare uno sforzo maggiore per far vedere almeno la facciata della chiesa di San Pietro.
    2) In alcuni casi, non far vedere gli interni è stato un elemento riduttivo
    3) E’ vero pioveva e le condizioni climatiche contribuivano a dare complessivamente una luce fredda, diversa dai colori caldi con cui siamo abituati a vedere i monumenti visitati ma mi chiedo se valeva la pena aggiungere almeno dei notturni. Personalmente con quei colori non avrei neanche montato le scene. La qualità della fotografia a cui ero abituato con la stessa trasmissione era ben altra.
    4) Bisognava fare delle scelte è vero, ma mi chiedo nella mia ignoranza se non fosse stato possibile fare uno sforzo per aggiungere anche brevi immagini di altri splendidi esempi del barocco del Val di Noto: solo alcuni esempi:
    A) Palazzo Beneventano, Palazzo Veneziano Sgarlata e la Chiesa di San Giovanni Evangelista a Scicli.
    B) Teatrino, Chiesa del Gesù e l’altare di Sant’Ignazio al suo interno, gli stupenti interni della Chiesa di San Bonaventura a Caltagirone.
    C) Cattedrale, Piazza Duomo, Chiesa di San Placido, Monastero Benedettino di S. Nicolò la Rena, Via Crociferi a Catania. E qui mi fermo perché ci sarebbero stati altri bellissimi monumenti
    5) Ho qualche perplessità sui testi, forse qualche piccolo sforzo in più si poteva fare.

  3. Critiche assurde!!! Sono un Palermitano (che risiede oramai da qualche anno a Donnalucata) che ha conosciuto il Ragusano nel 1973: ci ho messo più di 6 ore per arrivarvi in macchina da Palermo e l’unico cartello stradale per orientarmi era quello di Siracusa!!! Oggi ci vogliono ancora più di 3 ore di macchina, 5 di pulmann e 8/9 ore di treno!!! Le critiche vanno fatte ai politici che non hanno mai pensato né a migliorare le vie di comunicazione, né a promuovere il turismo (andatevi a studiare la “Questione Meridionale”: io l’ho studiata in Econolia e Commercio all’università!). Se oggi si parla del Val di Noto bisogna ringraziare Camilleri, Sellerio e il Regista del Commissario Montalbano: sono certo che senza il successo editoriale dei libri di Camilleri e quello televisivo del Commissario Montalbano, oggi del Val di Noto non ne parlerebbe nessuno!!! Quindi più che criticare Alberto Angela (che a mio avviso é stato bravissimo), sarebbe meglio attrezzarci per rendere ancora più fruibile il Val di Noto, in particolare, e tutta la Sicilia, in generale, da parte dei turisti e anche di noi stessi che l’abitiamo e L’amiamo!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto