Riflessioni sull’articolo di Repubblica che cita i prodotti enogastronomici di Chiaramonte

Riflessioni sull’articolo di Repubblica che cita i prodotti enogastronomici di Chiaramonte

Gennaio 1, 2019 0 Di Irene Savasta

E’ notizia di pochi giorni fa: Chiaramonte e una parte delle sue eccellenze enogastronomiche, sono state citate in un articolo apparso su Repubblica, a firma di Maria Antonietta Pioppo. La notizia, in quanto chiaramontana, non può che riempirmi d’orgoglio. Un giusto riconoscimento per un Frappato prodotto da un’azienda locale, Poggio di Bortolone e una pizzeria, Nettari e Portate. Nell’articolo, infatti, veniva apprezzato questo particolarissimo abbinamento, estremamente azzeccato nonostante la sua apparente “stranezza”. Che Chiaramonte sia una terra vocata all’enogastronomia è cosa nota: abbiamo l’olio più premiato al mondo, il nostro extravergine DOP Monti Iblei sottozona Gulfi, i vini prodotti da alcune cantine d’eccellenza e istituzioni nazionali come il ristorante storico Majore. Abbiamo solamente citato i tre “prodotti” più rappresentativi, ma possiamo tranquillamente annoverare fra le eccellenze anche “U Dammusu”, ideale per chi vuole sperimentare tagli di carne non tradizionali, oppure le pizzerie che hanno deciso di trasformare un prodotto “popolare” in qualcosa di diverso, gourmet se vogliamo. Ma rientrano a pieno titolo, in questo elenco per forza di cose sintetico, tutti i ristoratori e le aziende che hanno deciso di puntare sull’enogastronomia. E diciamocelo una volta per tutte: Chiaramonte, è bene che lo si capisca, può puntare solo su questo. Troppo piccolo il suo patrimonio artistico per poter competere con realtà barocche e turisticamente più consolidate come Ibla, Scicli o Modica. Per quanto pregevole possa essere il nostro territorio da un punto di vista artistico e architettonico, Chiaramonte non sarà mai competitiva. Come valorizzare, allora, il settore dell’enogastronomia che attira, oggi, una notevole fetta di viaggiatori? Di certo non proponendo inutili, tediosi e costosissimi convegni sull’olio, convegni che poi nessuno vede o segue. Di certo, non proponendo feste e sagre di prodotti che il territorio non ha, come per esempio i funghi; Chiaramonte, invece, dovrebbe prendere atto di ciò che possiede e costruire su questo una filosofia e una cultura dell’enogastronomia. Ad esempio, tour mirati in cantine e frantoi del territorio. In realtà, questi tour vengono già fatti autonomamente da alcune cantine e da alcuni frantoi, ma ciò che manca è una rete informativa. Mettetevi nei panni di un povero viaggiatore che arriva per la prima volta a Chiaramonte: non c’è un sito internet, una pagina facebook, un ufficio, un numero verde, qualcuno a cui rivolgersi per avere informazioni, magari, su dove acquistare olio o vino o prodotti alimentari del territorio. Lodevole, in questo senso, l’iniziativa del Consorzio dei Produttori di Chiaramonte, che ha fatto rete con i soci aderenti e, una volta all’anno, propone una tre giorni dedicata all’enogastronomia, il concorso “Terra Matta”. Quest’anno, sono arrivati a Chiaramonte chef da ristoranti storici di tutta Italia, riuniti a Locanda Gulfi per un concorso enogastronomico che voleva esaltare i nostri prodotti locali. Dal Friuli Venezia Giulia alla Campania, questi chef hanno amalgamato le loro culture enogastronomiche con la nostra proponendo piatti interessanti. Ebbene nessun consigliere, nessun attuale rappresentante dell’amministrazione, ha speso una parola anche con un semplice post su facebook circa questo importantissimo evento. Eppure, il Consorzio non ha impiegato praticamente risorse comunali, essendo una manifestazione sostanzialmente autofinanziata e che ha ricevuto i contributi regionali per potersi sviluppare. Sono arrivati critici e giornalisti enogastronomici di fama nazionale e internazionale e rappresentanti di ristoranti che hanno fatto e che fanno tutt’oggi la storia d’Italia. Non si capisce per quale motivo non vengano adottati eguali accorgimenti per “pubblicizzare” tutti gli eventi che accadono in città da parte dei rappresentanti dell’amministrazione che, a loro volta, hanno un seguito su facebook e quindi potrebbero generare, con le loro condivisioni o anche con un semplice post, un virtuoso passaparola. Chiaramonte ha anche un altro grandissimo pregio: i prezzi risultano essere ancora concorrenziali. I ristoranti, le pizzerie, le paninerie e i bar, a Chiaramonte hanno ancora prezzi assolutamente competitivi e ciò deve essere un punto di forza perché il viaggiatore non deve sentirsi spennato per assaggiare i nostri prodotti. Si deve avere rispetto per coloro che arrivano nel nostro territorio e proporre, loro, il meglio di noi stessi. Stupisce, infine, come sia possibile che nella città con l’olio extravergine più premiato al mondo, non esista una manifestazione, una sagra, un expo dedicato all’oro verde. Come si diceva, se si escludono i barbosi convegni che non segue nessuno, di olio praticamente si parla solo così, a vanvera, senza una reale strategia per imporre e pubblicizzare adeguatamente questo straordinario prodotto. Che siano allora le benvenute iniziative come quelle del Consorzio, o quelle di privati cittadini: in fondo, solo loro potranno risollevare, con le loro forze e il loro ingegno, le sorti di questo piccolo Paese.

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